Scoperti i resti di una donna di 1500 anni fa avvolta in catene [+FOTO]

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Scoperti i resti di una donna di 1500 anni fa avvolta in catene [+FOTO]

| 24/03/2025
Fonte: Pexels

La sepoltura evidenzia un ruolo finora sconosciuto delle donne nei rituali del primo cristianesimo

  • Gli archeologi hanno scoperto in Israele una sepoltura di 1.500 anni fa contenente uno scheletro avvolto in catene
  • I reperti indicano una pratica di ascetismo estremo diffusa durante il primo cristianesimo, intorno al IV se. D.C.
  • Inizialmente si riteneva che il corpo appartenesse ad un uomo, ma le analisi hanno rivelato che si trattava in realtà di una donna
  • L’ascetismo veniva praticato con tecniche che mortificavano il corpo e spingevano alla meditazione
  • La sepoltura testimonia per la prima volta l’uso di pratiche acetiche estreme anche nelle donne

 

Gli archeologi dell’Autorità per le Antichità di Israele, in collaborazione con il Weizmann Institute of Science, hanno scoperto una sepoltura risalente a circa 1.500 anni fa presso il monastero bizantino di Khirbat el-Masani, situato a nord-ovest di Gerusalemme.

Pesanti catene attorno al  corpo

La tomba conteneva lo scheletro di un individuo avvolto in pesanti catene metalliche. A prima vista potrebbe sembrare che si trattasse di una qualche forma di tortura, oppure di qualche inquietante rituale inflitto all’individuo sepolto. Per gli esperti invece la situazione è apparsa subito chiara e affatto sorprendente. Le catene attorno al corpo del defunto stavano a significare una forma di ascetismo estremo praticato dalla persona durante la propria vita.

L’ascetismo divenne un fenomeno importante nel primo cristianesimo, specialmente dopo il 380 d.C., quando la fede divenne dominante nell’Impero Romano. I praticanti cercavano modi per costringere e limitare il corpo al fine di concentrarsi sulla meditazione verso Dio. Molti monaci vivevano in cima a pilastri per anni, restando in posizioni scomode (gli stiliti), altri invece indossavano pesanti catene o si impegnavano in digiuni prolungati e isolamento (gli eremiti).

Il monastero di Khirbat el-Masani era situato lungo una via di pellegrinaggio verso Gerusalemme, che divenne un importante centro religioso durante il periodo bizantino.

L’ascetismo delle donne

A sorprendere gli archeologi non è stata tanto la pratica ascetica indicata dalle catene nella sepoltura, quanto piuttosto che il corpo appartenesse ad una donna. Inizialmente, si presumeva che i resti fossero di un uomo, poiché tali pratiche ascetiche erano tradizionalmente attribuite ai monaci maschi. Le analisi effettuate sui resti hanno però determinato che si trattasse di una donna.

La scoperta è significativa poiché è noto che le donne dell’epoca praticassero forme di ascetismo meno pesanti, come ad esempio la preghiera, la meditazione e il digiuno. Finora non erano mai emerse testimonianze che indicassero la partecipazione delle donne a forme così estreme di mortificazione corporea.

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La scoperta offre nuove prospettive sul ruolo delle donne nelle comunità ascetiche e solleva interrogativi sull’entità della loro partecipazione alle rigorose tradizioni monastiche dell’epoca.

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