Trovato un proiettile per fionda con inciso il nome di Giulio Cesare

Il reperto a forma di mandorla è realizzato in piombo e presenta sui due lati il nome del condottiero romano e di una città della Spagna

 

Un proiettile di piombo a forma di mandorla su cui è inciso il nome di Giulio Cesare, è stato trovato nelle campagne di Montilla, in Andalusia, nel sud della Spagna.

Le iscrizioni sul proiettile

Il reperto presenta su un lato l’iscrizione CAES, abbreviazione di Gaius Julius Caesar, e sull’altro il toponimo Ipsca, antica città della Spagna.

La scoperta è stata possibile grazie allo studio approfondito del proiettile condotto da Javier Moralejo e Jesúss Robles, dell’Università Autonoma di Madrid, insieme ad Antonio Moreno del Museo Archeologico di Cabra e José Antonio Morena del Museo Histórico di Baena. Il loro lavoro è stato ora pubblicato sulla rivista scientifica Zephyrus dell’Università di Salamanca.

Il proiettile è stato ritrovato nelle campagne dove nel 45 a.C. si tenne il terribile scontro finale della guerra civile tra Giulio Cesare e i figli di Pompeo: la battaglia di Munda. Decine di migliaia di soldati di Sesto Pompeo furono uccisi e Cesare tornò vittorioso a Roma.

La posizione esatta della battaglia di Munda è stata a lungo dibattuta, e la zona di Montilla è una delle principali contendenti. La scoperta del proiettile di piombo della fionda supporta questa candidatura e conferma l’alleanza di Ipsca con la fazione di Cesare.

Le misure

Il proiettile ha la forma di una ghianda, con estremità appuntite. Misura 4,5 centimetri di lunghezza, 2 centimetri di larghezza e 1,7 centimetri di altezza. Pesa 71,1 grammi. Le iscrizioni sui proiettili di piombo delle fionde (glandes inscriptae) furono usate per la prima volta nel V secolo a.C. in Grecia e continuarono durante la prima epoca imperiale romana.

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Gli stampi di argilla utilizzati per fabbricare i colpi venivano incisi in modo che il proiettile, una volta indurito, presentasse un’iscrizione in rilievo sul corpo. Le iscrizioni comunemente includevano il nome del produttore, il comandante militare, la legione o il luogo in cui dovevano essere schierati. Le scritte potevano anche contenere motti o offese nei confronti del nemico che riceveva i colpi delle fionde.

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