“Il mio ragazzo mi ha regalato uno snack alle noci. Io però sono allergica. Lui però insiste che lo mangi. Sono allergica alle noci da quando avevo circa 18 anni. Non so com’è che prima non sei allergico per tanti anni e poi improvvisamente lo sei. Se mangio le noci, non mi viene uno shock anafilattico, ma sto male. Mi si gonfia la lingua, mi spuntano dei ponfi, mi si gonfiano le orecchie. Ok, niente di tragico. Le volte in cui mi è capitato ormai tanti anni fa ho risolto in casa. Ho preso un antistaminico e tutto si è risolto. Non amo stare da sola e non sono una ragazza bellissima. Di questo ne sono pienamente consapevole. Ho avuto ragazzi sempre a metà. Ho sempre elemosinato un po’ amore e spesso sono stata disposta a sopportare cattiverie e a fare finta di niente, inghiottendo bocconi amari e stando sempre a testa bassa. Ho sempre avuto paura di essere abbandonata. Per questo ho accettato di mangiare quello snack alle noci. Per questo ero disposta a stare male fisicamente pur di non perdere quel briciolo di amore che il mio ragazzo mi dava.”
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La nostra fan ha voluto condividere un episodio intimo e delicato, che mette in luce il complesso intreccio tra amore, fragilità e desiderio di essere accettata. Si tratta di un momento in cui ha messo da parte la propria salute per paura di perdere l’affetto del proprio compagno.
Da tempo, soffre di un’allergia alle noci, comparsa intorno ai 18 anni. Anche se non si tratta di una reazione estrema come uno shock anafilattico, i sintomi sono comunque evidenti e fastidiosi: lingua gonfia, ponfi sulla pelle, orecchie infiammate. In passato, ha sempre gestito da sola queste situazioni con l’aiuto di un antistaminico, ma resta comunque una condizione da non sottovalutare.
La vicenda che ha voluto raccontare è legata a un gesto del suo ragazzo: le ha regalato uno snack contenente noci, nonostante lei fosse allergica. Quando glielo ha fatto notare, lui ha continuato a insistere affinché lo mangiasse. Una pressione che l’ha portata a una decisione difficile: pur di non creare attrito e temendo di perdere quell’equilibrio affettivo, ha accettato di mangiarlo, consapevole delle conseguenze fisiche a cui sarebbe andata incontro.
La nostra amica si descrive con grande sincerità, raccontando un passato segnato da relazioni instabili e da una costante sensazione di dover “elemosinare” amore. Non si è mai considerata una ragazza particolarmente bella e ha spesso accettato situazioni dolorose per il timore di essere abbandonata. Ha ingoiato parole amare, ha fatto finta di nulla, ha abbassato la testa per sentirsi voluta, anche solo un po’.
Il racconto che ha deciso di condividere è il riflesso di una lotta silenziosa che molti potrebbero riconoscere. Un momento in cui il desiderio di non sentirsi soli ha prevalso persino sulla cura di sé. Un frammento di vita che parla di quanto possano essere profondi i bisogni affettivi e quanto, a volte, si sia disposti a sopportare pur di non perderli.
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