Molti sono già in vacanza, altri devono ancora partire. Non importa quale sia la tua condizione attuale, abbiamo preparato una selezione di immagini per farti perdere lucidità mentale anche sotto l’ombrellone. 

Non esiste niente di meglio di una bellissima giornata al mare, dove scottarti, rinfrescarsi in acqua e sudare perfino dai polpastrelli. Dopo un anno di duro lavoro, finalmente ti rechi in spiaggia, l’ecosistema più assurdo del pianeta. L’unico luogo che non conosce differenze culturali. Arrivi e noti subito l’ex galeotto tatuato che beve la Ceres al baretto della spiaggia, guardi a destra e vedi il bagnino di nome Carlos mentre ammazza il tempo mangiando un ghiacciolo alla menta al posto di lavorare. Prosegui la tua camminata e incontri le ultime file degli sdraio, in cui troverai, in ordine: il 60enne colto e magrissimo con occhiali da 2€ mentre compila una settimana enigmistica risalente all’anno 1986; la coppia del posto che si lamenta di quanti turisti ci sono quest’anno rispetto all’anno prima; il tizio problematico in spiaggia da solo, che si guarda intorno senza percepire realmente il luogo esatto in cui si trova.

Mentre prosegui la tua camminata a testa alta, nelle file centrali incontri effettivamente le fighe discrete, quello che “in prima fila no perché non mi notano e nelle ultime neanche perché non mi notano abbastanza“, e inizi a rifarti gli occhi cercando di non incrociare lo sguardo con quello di tua moglie, che si chiama Sabbrina (sì, con due “b”) e pesa 86 kg per 1.52 di altezza. Arrivi finalmente alle prime file, il luogo preferito dei sovrappeso arenati sullo sdraio posizionato in un posto diverso rispetto a quello corretto. Guardando a destra e a sinistra puoi scorgere anche i bambini, quelli nati per sbaglio, che corrono e si gridano in faccia a vicenda. Da fondo spiaggia riesci a vedere tutto lo stabilimento, e finalmente giungi a una conclusione importante riguardo alla tua vita: è un bell’insieme di disagiati ma tu, oltre ad esserlo, sei anche povero, e piazzi il tuo asciugamano direttamente sulla sabbia. La vita da spiaggia è meravigliosa, ma la prossima volta facciamo la montagna.

Abbiamo raccolto altre testimonianze d’ignoranza balneare e non solo, per mantenere allenata la stupidità anche sotto l’ombrellone. Eccovele servite con pochissimo buon gusto:

 

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