In una società dove i veri valori sono stati sostituiti dalla ricchezza materiale in tutte le sue forme, rendendo ciò motivo di vanto, essere poveri e fare schifo è diventato un atto rivoluzionario. E se si possiede anche la giusta dose di autoironia, si è già a metà dell’opera.

Benvenuti nel secolo della corsa all’ostentazione. Di oggetti, ricchezza, esteriorità, sessualità e chi più ne ha, più ne metta. Oramai indebitarsi e pagare rate per qualunque cosa è diventato un modus operandi tanto diffuso quanto limitante. Quando si possiede una discreta autovettura in grado di portarci potenzialmente ovunque, dov’è la necessità di acquistarne una dal costo doppio con qualche cavallo o miglioria estetica in più? Infatti, non c’è. Non esiste, è una necessità artificiale creata ad hoc per illuderci che la felicità sia sempre un passo avanti a noi, quando in realtà è proprio sul polo sbagliato della faccenda.

Chi ha bisogno, nel 2017, di un Rolex al polso quando possiamo sapere l’ora esatta attraverso smartphone, auto, computer, orologi appesi in ogni dove in qualunque luogo? Anche qua, la risposta sembra arrivarci abbastanza chiara e diretta. Vivere una vita in Occidente è già una fortuna smisurata a livello economico, e senza troppe pretese è possibile vivere dignitosamente (salvo le dovute eccezioni, ovviamente). Come già detto nel titolo, in un mondo dove bisogna essere ricchi a tutti costi, essere poveri e autoironici è un atto decisamente rivoluzionario. La foto dell’articolo lo rappresenta perfettamente, ed anche se ogni tanto ci inoltriamo in sentieri intricati per portare un po’ di sana morale spicciola, inevitabilmente la cornice d’ignoranza compare sempre. Così come sono comparsi i vostri commenti, che abbiamo raccolto senza badare a spese, ovviamente. Eccoveli serviti scrivendo da 2.500€ di Macbook:

 

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