Inglese: perché si scrive in un modo ma si legge in un altro?

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Inglese: perché si scrive in un modo ma si legge in un altro?

| 16/02/2025
Fonte: Pexel

La lingua inglese: un affascinante mix di caratteristiche e influenze

  • Chiunque, almeno una volta nella vita, ha maledetto l’inglese per la dicrepanza tra il piano scritto e il piano orale
  • Questa lingua, infatti, ha una grafia che non corrisponde alla pronuncia
  • Il motivo alla base di questa caratteristica dell’inglese è estremamente affascinante
  • Ripercorriamo insieme la storia di questo idioma
  • Ecco perché il processo di cristianizzazione della Gran Bretagna ha influito notevolmente su questa situazione

 

È forse questa la difficoltà principale che ci troviamo ad affrontare nel lungo e tortuoso apprendimento della lingua inglese: la discrepanza tra grafia e pronuncia. A differenza dell’italiano, infatti, l’inglese presenta simboli grafici a cui non corrispondono i suoni che essi stanno ad indicare. Vi siete mai chiesti perché? Ecco svelata l’affascinante risposta.

Torniamo alle origini di questo idioma: a differenza dell’italiano, che insieme a lingue come lo spagnolo e il francese è derivato dal latino, l’inglese si è originato da un’antica lingua di cui non ci sono pervenute testimonianze: il proto-germanico. L’idioma che noi oggi studiamo a scuola, andato incontro a secoli di trasformazione lungo le fasi dell’oldmiddle modern English, è frutto della commistione tra le lingue di diversi popoli che si insediarono in Gran Bretagna nei differenti periodi storici, come le tribù germaniche di Agli, Juti e Sassoni, gli Antichi Romani e i Normanni. Basti pensare che il 30% del lessico inglese deriva direttamente dal latino e un ulteriore 30% dal francese.

Il passaggio dall’alfabeto runico a quello latino

Le influenze illustrate finora rendono la storia dell’inglese estremamente affascinante. Per spiegare perché c’è così tanta differenza tra la grafia e la pronuncia, però, occorre considerare un ulteriore aspetto. Questa discrepanza ebbe origine alla fine del 500 d.C. con il processo di cristianizzazione della Gran Bretagna, voluto da Papa Gregorio Magno.

Il pontefice incaricò colui che sarebbe diventato Sant’Agostino di convertire le popolazioni germaniche, costruire monasteri e diffondere la parola di Dio. Per farlo, il monaco diede avvio a un processo di trascrizione dei testi sacri, ricorrendo all’alfabeto latino.

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All’epoca, però, la lingua inglese disponeva di un altro, antichissimo alfabeto: quello runico. Ogni runa (lettera) rappresentava fedelmente il suono che stava ad indicare per iscritto. Proprio a causa dell’adozione del nuovo alfabeto latino, totalmente estraneo ai suoni della lingua inglese, si generò questa difformità tra il livello scritto e quello orale.

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