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Da quando esiste la pagina Facebook di Google, migliaia sono le persone che, dotate di una conoscenza del web pari a quella che un bonobo ha di termofisica nucleare, la scambiano per il motore di ricerca effettivo. Vi raccontiamo in esclusiva la storia del miglior Trollaggio Memorabile mai avvenuto, dalla parte di chi lo vide prendere forma.

Quella che vi stiamo per raccontare è, probabilmente, la testimonianza della miglior trollata mai avvenuta su Facebook! Parliamo della tempesta perfetta sotto forma di supercazzola nostrana, l’evento che fece cerchiare la data del 26 gennaio 2016 sul calendario di ogni Memorabile. Questo, infatti, è il giorno da ricordare per consacrare il momento esatto in cui la Memorabilità varcò la soglia della leggenda, superando ogni record fino ad allora raggiunto. Ma partiamo con ordine.
Per essere definita tale, una “trollata perfetta” deve avere alcune caratteristiche principali che, così come per il fenomeno atmosferico, sono davvero difficili da combinare insieme. Gli “ingredienti” per fare in modo che la Memorabilità prenda forma sono svariati.

Prima di tutto c’è bisogno di una piattaforma (un campo di battaglia, se preferite) su cui essa prenda vita. Questa fu Google; no, non il motore di ricerca, bensì la pagina Facebook di Google. Sappiamo cosa state pensando: “Com’è possibile che Google abbia una pagina Facebook quando in realtà esiste Google+, che dovrebbe essere il suo social network?“. Beh, non lo sappiamo, ma sta di fatto che, oltre ad essere una sconfitta palese e autoinflitta nei confronti del proprio desertico social, essa si rivelò essere il teatro perfetto.

Serve, poi, una “vittima sacrificale”: una persona che commetta un errore, che mostri le proprie limitate conoscenze web, magari andando nella suddetta pagina e chiedendo un’informazione, dando modo così al Troll-predatore, di cui parleremo in seguito, di fiutare la preda ed agire. Beh, la “vittima” in questo caso fu la sbadata Fiorenza, una utente poco esperta, che ebbe la malsana idea di chiedere un’informazione sulla pagina Facebook di Google appunto, scambiandola per il più noto motore di ricerca.

Serve, infine, un carnefice: un Trollatore impavido, dotato di fantasia, pazienza, Memorabilità e soprattutto esperienza. Ebbene sì, perché, come un Hitman dello scherno, che sa esattamente quando è il momento di agire, Alex Francesco Meazza decise di entrare nella leggenda, dopo anni di gavetta.
Il nome non vi dirà molto, ma anche se non doveste essere a conoscenza dell’argomento di questo articolo, vi basti sapere che lui, già prima di questa vicenda, si era meritato l’Olimpo della Memorabilità.

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E a lui, senza fare troppi giri di parole, che dobbiamo l’invenzione del commento in inglese maccheronico che diede vita al filone che rese grande Emily “Ctrl+v” o, tanto per farvelo definitivamente mettere come santino sulla Panda, Lucia Javorcekova.

Essendo nostro amico da tempo, essendo che da tempo eravamo in attesa di passare ad un lato 2.0 della Memorabilità, dopo aver fatto perdere diottrie e aggravato tendiniti a milioni di italiani, siamo stati felici quando il buon Alex, 2-3 giorni prima della rivelazione al mondo intero del trollaggio del secolo, ci contattò portando alla nostra attenzione il link di una conversazione con una certa Fiorenza, sulla pagina Facebook di Google. Alex ci fece notare che Lui era riuscito a fingersi, incredibilmente, Research Engineer di Google, una palesemente inventata figura professionale dell’azienda di Mountain View, costretto 24/7 a trovare i risultati di ricerca degli utenti. Il resto beh, il resto è storia.

Ma ora basta scrivere, è giusto che anche voi, nel caso ve lo foste perso, godiate di un altro dei motivi per cui vale la pena di stare su internet:

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Cosa serve scrivere, quando avete le lacrime agli occhi e non riuscite a leggere? A nulla, per l’appunto. Vi chiediamo solo di tramandare questo capolavoro della memorabilità ai vostri figli, e ai figli dei vostri figli. Dite a tutti con orgoglio che ci siete stati, che anche voi siete stati tra quelle 90.000 persone che hanno lasciato un semplice “mi piace”, alle più di 40.000 persone che hanno condiviso il post, tra quelle 21.000 che hanno commentato per rendere omaggio ad Alex o, semplicemente, tra quei 3 milioni di persone che nell’arco di appena due giorni dalla messa in pagina  hanno preso in qualche modo parte alla realizzazione della trollata perfetta facendo quello che è più importante fare, in questi casi: leggere e ridere fino a stare male.

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