In Norvegia esiste la “Svalbard Global Seed Vault”, la più grande banca di semi di tutte le piante del mondo. A cosa serve? Per essere concisi, è la risorsa ultima nel caso di disastri naturali e permetterebbe di far sopravvivere la specie. L’apocalisse non sembrerebbe poi un’idea così assurda, per adottare misure del genere.

Non si tratta di un film di fantascienza e non sei nemmeno troppo ubriaco. Esiste davvero e vi daremo una breve spiegazione senza nemmeno chiamare in causa la troupe di Mistero. Inaugurata nel 2008, definita “Eden ibernato” e sostenuta dal governo norvegese e dalla Fao, la Global Seed Vault è scavata per 130 metri nella roccia: i semi sono conservati in questo bunker di ghiaccio tra -20 e -30°C. In caso di guasto elettrico, la temperatura necessaria alla sopravvivenza delle sementi, -3°C, può essere mantenuta anche dal permafrost, ovvero il suolo perennemente gelato dal clima polare. In queste condizioni, i semi di girasole si conserverebbero oltre 50 anni, quelli di pisello e di certi tipi di grano per migliaia di anni.

Certo che considerarla utile in caso di Apocalisse può sembrare estremo, ma in realtà potrebbe servire in caso di disastri naturali, su qualunque scala: dagli incendi alle alluvioni, dai terremoti ai danni per effetto delle guerre e dei bombardamenti. Oppure se gli abitanti di tutti i paesi si trasformassero in una massa di zombie, che è sicuramente l’ipotesi più plausibile. La banca custodisce oltre 400 milioni di semi, tra cui riso, mais, frumento, patate, mele e noci di cocco.

Al momento, solo una nazione sembra aver richiesto i propri semi: la Siria. E’ successo nel 2015, a causa della guerra e di gruppi armati che occuparono la banca dei semi siriana, Icarda. La Norvegia ha sicuramente messo in piedi un’opera mastodontica e memorabile, per la serie “meglio prevenire che curare”. Speriamo che il suo utilizzo non venga richiesto in un futuro non troppo lontano. Ecco un video che mostra l’esterno e l’interno della struttura:

 

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