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Strumenti di misurazione come orologi e calendari consentono di scandire con estrema precisione ciò che il nostro cervello è già in grado di fare: calcolare lo scorrere del tempo. Un team di ricercatori ha cercato di comprendere quali sono i meccanismi alla base di questa capacità. Si tratta di un’abilità tutt’altro che di poco conto. Come spiegato da Fried Itzhak, professore di neurochirurgia, psichiatria e scienze biocomportamentali a capo dello studio, “Riconoscere il modo in cui si dipanano le esperienze nel corso del tempo è fondamentale affinché il cervello umano possa formare ricordi, prevedere potenziali risultati futuri e guidare i comportamenti“.
La ricerca ha messo in luce che esiste un gruppo di cellule dislocate nell’ippocampo in grado di fornire informazioni circa il passare del tempo. Non solo: questi neuroni sono in grado di veicolare informazioni circa la nostra posizione nello spazio, la misura della distanza spaziale percorsa e le caratteristiche degli oggetti.
Al fine di comprendere come il nostro cervello sia in grado di calcolare lo scorrere del tempo, gli esperti hanno condotto un esperimento a cui hanno preso parte 17 soggetti con elettrodi impiantati nelle strutture cerebrali profonde per trattare una grave forma di epilessia. Nel corso delle sessioni sperimentali, gli scienziati hanno registrato e analizzato l’attività neurale dei partecipanti mentre veniva chiesto loro di compiere specifiche azioni, come riconoscere sequenze di immagini o stabilire se una foto mostrata su uno schermo raffigurasse o meno una persona.
L’esperimento ha evidenziato la modificazione spontanea dell’attività dei neuroni dell’ippocampo e della corteccia entorinale, che hanno codificato la struttura temporale delle sequenze di immagini mostrate al fine di fissarle sotto forma di ricordi. Questa rappresentazione si è creata non solo in modo automatico, ma è anche perdurata oltre il termine dell’esperimento.
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Il team di ricerca ha spiegato che “Questo studio ci mostra per la prima volta come il cervello utilizzi meccanismi analoghi per rappresentare tipi di informazioni apparentemente molto diversi: spazio e tempo“.
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