Non solo buchi neri, forse ci sono anche i buchi bianchi: cosa sono

Al momento non ci sono prove della loro esistenza

 

I buchi bianchi sono oggetti cosmici ancora avvolti nel mistero e previsti solo a livello teorico dalla relatività generale di Einstein. A differenza dei buchi neri, che attirano tutto ciò che si avvicina senza lasciare nulla sfuggire, i buchi bianchi avrebbero un comportamento opposto: respingerebbero materia ed energia, impedendo a qualsiasi cosa di penetrarvi. Questa loro caratteristica li rende tra gli oggetti più enigmatici dell’universo, sebbene non esistano ancora prove concrete della loro reale esistenza.

L’idea dei buchi bianchi nasce come soluzione matematica delle equazioni di Einstein. Se i buchi neri sono caratterizzati da un’attrazione gravitazionale così intensa da intrappolare persino la luce, i buchi bianchi invece non permetterebbero a nulla di avvicinarsi, espellendo tutto ciò che si trova intorno a loro. Tuttavia la realtà dell’universo potrebbe non consentire la loro formazione, a causa di un elemento fondamentale: la direzione del tempo. Secondo le leggi della termodinamica, il tempo scorre sempre in una sola direzione, aumentando costantemente l’entropia, ovvero il disordine. Questo principio rende difficile l’esistenza dei buchi bianchi, poiché per formarli sarebbe necessario invertire il tempo, una condizione incompatibile con l’universo che conosciamo.

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Ci sono teorie alternative

Ci sono però teorie alternative. Alcuni scienziati suggeriscono che i buchi bianchi potrebbero essere la fase finale della vita di un buco nero, un’idea supportata dal fisico Carlo Rovelli. Un’altra ipotesi ancora più affascinante propone che il Big Bang stesso sia stato un enorme buco bianco, esploso per dare origine al nostro universo. Un’ulteriore visione, avanzata dal premio Nobel Roger Penrose, vede i buchi bianchi come possibili uscite di un wormhole, ovvero tunnel spaziali che collegherebbero diversi punti dell’universo o addirittura altri universi. Nonostante queste ipotesi, il problema principale rimane la mancanza di prove sperimentali. Forse la spiegazione più semplice è che i buchi bianchi esistano davvero, ma la nostra tecnologia attuale non è ancora abbastanza avanzata per individuarli.

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