Tutta “colpa” delle lacrime emotive
- Gli esseri umani sono l’unica specie che piange per emozione, mentre altre lacrime hanno funzioni protettive o di lubrificazione
- Le lacrime emotive derivano da processi complessi del cervello e potrebbero avere un ruolo nella comunicazione e nei legami sociali
- Il pianto cambia con l’età: nei neonati è un richiamo all’attenzione, mentre negli adulti diventa un’espressione di sentimenti profondi
- Gli uomini piangono meno delle donne, a causa di fattori biologici (ormoni come il testosterone e la prolattina) e culturali
- Piangere ha effetti benefici, aiuta a rilasciare tensioni emotive e rafforza il senso di connessione con gli altri
Piangere è un fenomeno universale, ma c’è qualcosa di straordinario nel modo in cui lo fanno gli esseri umani: siamo l’unica specie che versa lacrime per emozioni. Mentre altri animali possono esprimere dolore o paura attraverso suoni o gesti, nessuno piange lacrime come reazione ai sentimenti. Ma perché? Iniziamo con lo specificare che non tutte le lacrime sono uguali. Ne esistono tre tipi principali:
- Lacrime basali che lubrificano e proteggono costantemente gli occhi.
- Lacrime riflesse che servono a espellere sostanze irritanti come polvere o fumo.
- Lacrime emotive, un fenomeno unico che nasce da processi complessi del cervello.
Il pianto come funzione sociale
Queste ultime sono diverse anche nella composizione chimica: contengono più ormoni dello stress, come la prolattina e il cortisolo, suggerendo che il loro scopo potrebbe essere legato al rilascio emotivo. Gli scienziati hanno ipotizzato che le lacrime emotive si siano sviluppate come forma di comunicazione silenziosa. Nei neonati, il pianto senza lacrime è un richiamo per i genitori, mentre negli adulti potrebbe servire a segnalare bisogno di conforto e supporto senza usare le parole.
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Il pianto potrebbe anche avere una funzione sociale: rafforza i legami emotivi e genera empatia. In molte culture, piangere insieme è un segno di connessione e condivisione. Nonostante questo, per molti piangere è ancora un tabù. Gli uomini piangono infatti meno delle donne e questo è dovuto sia a fattori biologici sia a pressioni culturali. Il testosterone tende a inibire il pianto, mentre la prolattina (più alta nelle donne) lo favorisce. Inoltre molti uomini crescono con l’idea che piangere sia un segno di debolezza. Tuttavia il pianto è una risposta naturale e salutare, indipendentemente dal genere. Piangere non è solo uno sfogo emotivo: aiuta a ridurre lo stress, libera endorfine e rafforza i legami con chi ci sta vicino. Dopo un bel pianto, spesso ci sentiamo più leggeri e sereni. Darwin considerava le lacrime emotive un fenomeno senza scopo, ma oggi sappiamo che piangere è una delle caratteristiche che ci rende veramente umani.
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- https://www.greenme.it/salute-e-alimentazione/psicologia/perche-gli-esseri-umani-sono-lunica-specie-a-piangere-lacrime-emotive/
- https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6201288/
- https://www.researchgate.net/publication/324711208_The_neurobiology_of_human_crying