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Hanno i capelli bianchi, sputano per terra, non hanno paura di morire, sono spesso incavolati e si vestono notoriamente a caso. No, non stiamo parlando dei punk anni novanta. Parliamo degli anziani, ovvero di coloro che da sempre crediamo essere, senza alcun dubbio, i portatori più sani e inconsciamente puri di memorabilità, bestemmie e alito al mentolo. Soprattutto memorabilità.

Affinché possa essere definito tale, un baretto ignorante deve avere, tra le altre caratteristiche, almeno un paio di tavolate di anziani che giocano a tressette sbattendo ogni carta in simultanea con un “porcone”. Un cantiere edile che si rispetti, deve poter vantare almeno un anziano che scruti più o meno silenziosamente l’operato dei carpentieri. La sala d’attesa di un medico della mutua non ha ragione di esistere se non vi sono almeno un paio di anziani che, con scatarri in grado di produrre suoni in bilico tra le registrazioni effettuate in case infestate da poltergeist e le bestemmie più articolate della metrica della divina commedia, si lamentino dei giovani d’oggi.

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Insomma, l’avrete capito: noi di Commenti Memorabili abbiamo, da sempre, un attaccamento quasi morboso per quella fase della vita che notoriamente viene dipinta come triste e difficoltosa, ma che invece, a nostro molesto modo di vedere, può essere anche una delle più spensierate e memorabili: la terza età.

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Di seguito proveremo ad elencarvi almeno cinque motivazioni per le quali, a nostro avviso, giungere alla vecchiaia significa anche essere i custodi di un’inesauribile fonte di intrinseca memorabilità, oltre che essere in grado di concedersi lussi altrimenti socialmente malvisti, ma che sono più che giustificati per i nostri amici over 70.

1) Libertà totale e socialmente accettata di bestemmia funesta: lo sappiamo, un anziano che non tira giù almeno metà dei santi del calendario Gregoriano, possibilmente in dialetto stretto, ha qualcosa che non convince.

Spesso per colpa degli acciacchi che incombono con l’avanzare degli anni, ma ancora più spesso per colpa del compagno di tressette che non cala la giusta giocata durante la partita mattutina alla bocciofila, è infatti più che comune udire degli improperi che potremmo schematicamente riassumere con la ormai ben nota e e consacrata frase:

“divinità + suino/canino + lavoro poco gratificante + aggettivo dispregiativo possibilmente in dialetto”.

Mentre sarebbe assolutamente malvisto un atteggiamento del genere se esercitato dai cittadini di più giovane età, pare che la bestemmia sia ormai diventata un’ideologia talmente accettata e scontata negli anziani che, di fatto, non genera quasi mai scalpore, ma solo ilarità.

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2) Presunzione di onniscenza nel giudicare l’operato di chiunque sia più giovane:  a quanto sembra, giungere al compimento dei 70 anni + iva sblocca, oltre alle suddette bestemmie di decimo livello, anche il diritto di lamentarsi di qualsiasi tipo di operato da parte dei più giovani. Anche se i giovani del caso hanno un anno appena in meno del lamentante. Nei luoghi frequentati dagli anziani, frasi che iniziano con “ai miei tempi” sono più comuni del batterio del colera nelle fogne di Calcutta e ancora più frequenti sono le leggende fisicamente impossibili che vengono forgiate per tracciare una mai nota, ma a parer dell’anziano fondamentale, linea di demarcazione tra le cose che era in grado di fare lui da giovane, e quello che invece ora non funziona.

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Per fare esempi pratici, ai tempi che furono era possibile: saltare i fossi per lungo, lavorare per 25 ore al giorno senza lamentarsi, fare sesso per almeno 6 ore di seguito e, cosa importantissima, riuscire a fare meglio il cemento (vanto per l’anziano specializzato in osservazione cantieri).


13) Vestirsi malissimo e guidare ancora peggio: tra la cataratta che avanza, la poca voglia di rifornire il proprio armadio ma, soprattutto, la radicata convinzione che comunque si è ancora in grado di avere gusti più che alla moda, spesso l’anziano è definibile tale anche grazie al suo vestiario laido e corrotto. Cappotto a quadretti “verde minestrone/viola vene varicose” indossato sia a ferragosto che a gennaio inoltrato, pantaloni in velcro grezzo e mocassini sfondati dagli anni 70 sono gli abiti caratteristici della persona in età avanzata che si rispetti. Come dite? Manca la coppola in tinta con il maglione di lana Merlino (no, non abbiamo sbagliato a scrivere, è che quel maglione lo fece mpare Merlino nel ’56, strappando la lana a mani nude dalle pecore e incollandola con gli sputi)? Lo sappiamo bene, ma quella ci serve per spiegare il fatto che, a bordo di una macchina che nel 99% dei casi è una memorabilissima Panda (quella prima serie, si intende), l’anziano si diletta in una cosa in cui è ancora convinto di essere abilissimo: la guida.

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E stato scientificamente dimostrato che l’incidenza tra anziani che indossano la coppola e la malcelata incapacità di guidare sia talmente alta che ci sono ricercatori del Massachusetts (FG) che stanno pensando di renderla una regola base delle scienze applicate.

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4) Essere d’accordo con la regola de “al posto del sentimento ci metto il pagamento” pur non conoscendo la canzone di Trucebaldazzi: lo sappiamo ormai che, a discapito di quanto hanno cercato di inculcarci canzoni romantiche e film ideologicamente sdolcinati, l’amore è eterno sì, finché dura. Secondo l’anziano, tuttavia, questo detto vale nella forma rivisitata de “l’amore è eterno, finché è duro”. Questo significa che il più delle volte troveremo l’anziano in questione intento in dubbiosi atti di approccio nei confronti di prede praticamente impossibili o, per quelli meno volenterosi ma comunque ben disposti, in tangenziale con la prima marcia fissa, intenti nella scelta della “soluzione” più economica.

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Spesso rimasti vedovi o comunque con una moglie che ormai è appetibile come una peperonata fredda a colazione, l’anziano che si rispetti non si fa scrupoli nel rinnegare sessant’anni di matrimonio ed è quasi sempre pronto a rimettersi in gioco.

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Negli ultimi anni sta infatti crescendo una forte comunità di “anziani telematici” che, all’avanguardia (secondo loro) nelle tecniche di approccio in bocciofila indoor, ma meno via internet, provano comunque a dispensare conoscenze e verità assolute nel tentativo di far colpo, come dimostra queste diapositive:

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5) Diritto acquisito di ingurgitare grappa e bianchini assortiti alle 7:00 di mattina senza che nessuno possa stupirsi e proferir parola: già, perché per te saranno le 7:00 di mattina, ma per l’anziano quell’orario è paragonabile alle 13:00 di una persona normale. A quell’ora l’anziano è già sveglio da almeno 3 ore e mezza e ha già tirato un porcone alzandosi; è andato in bagno; ha tirato un altro porcone perché è finito l’algasiv; ha fatto colazione; ha letto il giornale; ha portato fuori il cane; ha tirato un terzo porcone perché si è ricordato di non avere un cane; ha comunque fatto una passeggiata; è passato a vedere a che ora apre la posta, il supermercato e il medico della mutua; ha scrutato un cantiere ancora vuoto e adesso lo puoi trovare, mentre immergi il cornetto nel cappuccino con gli occhi ancora pieni di sonno, seduto al bar-zotto mentre beve il bianchino e, tirando un quarto porcone, ti guarda male e pensa palesemente che alla tua età saltava i fossi per lungo.

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