Ci siamo, anche quest’anno siamo giunti in quel meraviglioso periodo che segna la fine del nostro peso forma, e l’inizio di quello a forma di peso. Tanto peso. Il natale è ormai alle porte, per questo abbiamo pensato a 5 memorabili tradizioni ridondanti che, per alcuna ragione, possono mancare affinché sia DAVVERO natale.


1 – UNA POLTRONA PER DUE LA VIGILIA DI NATALE

Ebbene sì, perché possiamo accettare un natale senza regali, con un pranzo a base di cucina respiriana e addirittura senza alcool, ma siamo davvero impossibilitati a festeggiare il compleanno di Gesù se, alle 21 circa del 24 dicembre, su Italia Uno non vediamo mandare in onda quella che è, di fatto, l’ultima pellicola degli anni ’80 che ancora resiste (e resisterà) imperterrita ai vari cambiamenti e aggiornamenti di palinsesto di Mediaset. Un gruppo di scienziati dell’università dell’Arkansas (FG) ha stabilito che se Italia 1 smettesse di mandare in onda “Una poltrona per due”, all’umanità resterebbero circa tre anni di vita.
2- LE PROVE ATTORIALI CHE HOLLYWOOD LEVATI PER FAR FINTA DI TROVARTI BENE CON I PARENTI (E LE LORO DOMANDE)


Allora? Ce l’hai la fidanzatina? Eh? Eh? Eh?” anche se hai fatto outing da 17 anni, e di anni ne hai 37. Questa è solo una delle infinite prove di recitazione (aka trattenimenti dal sfondare il cranio allo zio di 4° grado che vedi solo in questa occasione) che dovrai sopportare durante il pranzo di natale.


3 – LE MEDESIME PROVE ATTORIALI PER FINGERE CHE I REGALI RICEVUTI SIANO DI TUO GRADIMENTO

Un’altra delle memorabili sfide che attendono bene o male ognuno di noi, sarà senza dubbio quella di fingere che le calze di lana ricamate a mano da zia Assuntina siano il regalo più bello che tu abbia mai ricevuto, anche se ella sa benissimo che sei allergico, alla fottuta lana. Eppure, continua a regalartele dal 1998.

4 – LA TOMBOLATA AL LIMITE DELLA SOBRIETA’ (E DELLE LAMATE) AL TERMINE DEL PRANZO DI NATALE

Fermi tutti ragazzi, perché qui non si scherza per un cazzo. La tombolata tradizionale natalizia, indetta e sancita solitamente dallo zio meno sobrio del parentame con un “Waaaa facimm na bella tumbulat’ ja!” (anche se lo zio in questione è di origini valdostane), arriva solitamente al termine di quattro ore ininterrotte di fagocitazioni al limite dell’umano essere, con un rapporto medio di sangue nell’alcool dei partecipanti pari a 2.5, ed è per molti un evento sacro, prima che tradizionale. In quelle due orette di gioco, si sancisce tutto: il rispetto da parte della famiglia, la posizione sociale, la gerarchia di parenti alleati e da odiare, il numero di contusioni e ritorsioni e, soprattutto, il regolamento di conti (anche all’arma bianca) per ciò che successe nella tombolata dell’anno prima. Solitamente il tutto si conclude con un’ambulanza parcheggiata davanti a casa, ma a volte le cose finiscono anche male. 

5 – LA COMBO PRANZO-CENA CHE, DA SOLA, SFAMEREBBE L’INTERO GABON

“Comunque abbiamo mangiato troppo, il prossimo anno cucino un po’ di meno” è probabilmente, insieme allo storico “vieni qua che non ti faccio niente“, una delle bugie cosmiche più grandi che hai sentito nominare a tua madre. Ogni anno su una tavolata da una quindicina di coperti, si riversano portate abbastanza variegate ed abbondanti da sfamare un intero esercito di persiani (no, non i tappeti). Il problema è che spesso l’alcool non rimane a guardare, soprattutto contando che in media una buona famiglia che si rispetti, conta tra le sue schiere almeno due cugini alcolisti e un paio di zii aventi la sacra passione per il vino fatto in casa.


Eppure, nonostante tutti questi disguidi e queste malsane abitudini, ti ritroverai anno dopo anno ad aspettare che tutto questo accada ancora e ancora, pentendotene giusto due minuti dopo che i parenti che non vedevi dall’anno prima si sono presentati dalla porta di casa.

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